Sabato 30 Maggio 2026 – Una chiesa iper-connessa, ma capace di vedersi davvero, oltre le superfici: questo è il cuore del messaggio rivoluzionario portato oggi sul pulpito dai bambini e dai ragazzi del MIB. I nostri ragazzi hanno aperto l’argomento riportando alla nostra memoria una frase celebre del film Avatar nella lingua Na’vi: «Io ti vedo» (ti accetto, ti comprendo). Un culto unico, interamente gestito dalle nuove generazioni, che hanno saputo tradurre la Bibbia in una chiave moderna.
Oltre all’individualismo che caratterizza la nostra epoca, i giovani predicatori ci hanno ricordato che siamo tutti connessi dalla stessa identica Sorgente.
📱 Dalla “Modalità Aereo” al Multiplayer Online
I ragazzi hanno iniziato il sermone affrontando un paradosso dei nostri giorni: viviamo nell’era del 5G, della fibra e delle risposte in un millisecondo, eppure ci sentiamo soli. Spesso ci si sente in “modalità aereo” anche in mezzo alla folla.
Attraverso metafore tratte dal mondo dei giovani, come i videogiochi, gli oratori hanno spiegato che la fede non è un fatto privato tra “me e Dio”: nessun giocatore si salva da solo. Puoi essere il più forte, ma senza un compagno che ti supporta (un Healer o un Tank), la partita è persa. La Bibbia ci sfida a essere un organismo vivo, non un semplice “follow”. Se la nostra vita non è sincronizzata con Gesù (il Processore Centrale), tutto il resto va inevitabilmente in crash.
🎭 Talenti in Azione: Scenetta, Musica e Condivisione
La bellezza del culto di oggi è stata la dimostrazione pratica del messaggio predicato: la sincronizzazione dei talenti. Ogni bambino e ragazzo ha messo a disposizione la propria disponibilità, dimostrando che nella comunità chi sistema le sedie o accoglie alla porta è importante quanto chi sale sul pulpito. Dio non cerca cloni, ma collaboratori unici.
Il Momento Teatrale: Il Mistero del Corpo Unico Uno dei momenti più apprezzati e divertenti è stata la scenetta che ha visto come protagonisti i membri del corpo umano:
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L’Occhio: il visionario che guarda lontano ma inciampa.
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La Mano: iperattiva che vuole solo fare.
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Il Piede: impaziente di correre in missione.
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L’Orecchio: sensibile ma convinto di non servire a nulla.
Dopo un inizio caotico in cui i personaggi, ignorandosi a vicenda, sono finiti tutti a terra aggrovigliati (una perfetta metafora del lag spirituale), i ragazzi hanno mostrato la soluzione: rimettersi in fila ascoltando le istruzioni del Capo, Gesù. Solo allora l’Occhio ha visto la strada, la Mano ha preparato il necessario e il Piede ha potuto camminare.
I ragazzi hanno arricchito il culto con un momento musicale e sul pulpito si sono alternati diversi giovani di Fortemente, Cornerstone e Inverse.
🤝 Conclusione
Il culto si è concluso ricordando che l’unità della chiesa non nasce dalla simpatia, ma dallo Spirito Santo. Quando il mondo esterno vede ragazzi e adulti diversi che si sostengono davvero, allora capisce che Dio è reale.
Grazie a tutti i bambini e i ragazzi del MIB per averci mostrato come si gioca, uniti, nella squadra di Dio!
Mariuxi Schino






