Il filo e l’aquilone

Giovanni Negro – “Non è in poter dell’uomo che cammina il dirigere i suoi passi” (Ger. 10:23).

In una delle spiagge brasiliane, un bambino giocava con il suo aquilone. Era a forma di aeroplano e, aiutato dal vento, volava molto alto nel cielo. Un pappagallo, incuriosito da questo strano oggetto, lo raggiunse e, quando vide che era legato con un filo, provò compassione: “Poverino! – pensò – restare così legato alla terra, senza essere libero di volare dove vuole! Quel bambino che lo tiene legato deve essere proprio un egoista e senza amore”. Così, per aiutarlo nel ridargli la libertà, si avvicinò il più possibile e, rapido col suo becco tagliente, spezzò il filo che lo teneva legato. Ma subito l’aquilone parve impazzire. Infatti, sbattuto dal vento sbandava in tutte le direzioni, e la carta leggera di cui era fatto si incominciò a strappare in più punti. Infine, una sferzata di vento lo scaraventò a terra. Il pappagallo, sbalordito e tremante, atterrò vicino a lui e, rivolto verso il bambino, esclamò: “È terribile! Che cosa è successo? Io pensavo di liberarlo!”. Il bambino, mentre cercava di vedere se il suo aquilone poteva essere riparato, con voce calma e decisa, rispose: “Vedi, succederebbe la stessa cosa anche a te, se qualcuno tagliasse quel filo sottile che ti tiene legato al cielo, come legato a me era l’aquilone. Il suo, non era un legame di schiavitù o di morte, ma di libertà e di vita!”.
Il pensiero e il gesto di questo pappagallo rispecchiano in qualche modo la nostra civiltà, che pensa che le regole e il limite morale siano una restrizione alla propria libertà.
“Fin dove può arrivare il mio desiderio, là io andrò”. Così, uno scrittore espresse questa illusione di libertà. E, purtroppo, sono molti coloro che si comportano allo stesso modo, convinti di esaltare la loro libertà. Quando, invece, per essere davvero liberi è necessario porre dei confini morali alle proprie azioni, perché una libertà senza limiti non può che creare conflitti, dolore e confusione. Forse, inizialmente, la regola può sembrare meno simpatica e meno gradita, ma a lungo andare si rivela vincente, ed è quella che può dare un contributo positivo alla nostra società. Restano, quindi, sempre valide le parole di Gesù che disse: “La verità vi farà liberi” (Gv 8:32). Questa è la libertà che ci permette di respirare e volare verso l’alto. Perciò, un caro consiglio: non rompete mai il vostro filo!

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Autore dell'articolo: Stefania Tramutola