Cieli e terra nuovi

Nei giorni scorsi ho fatto una bella gita in mezzo alla natura, insieme ai miei tre piccoli porcellini… Ehi, guarda che sto parlando dei miei bimbi! è stato molto bello passeggiare nella foresta di Mercadante, vicino al paese in cui abitiamo, accarezzare i petali vellutati dei fiori selvatici, sentire l’odore della terra, fare finta di esserci perduti in mezzo ai cespugli… Forse anche a te è capitata una simile esperienza. E mentre guardavo con il naso all’insù i pini alti alti, pensavo alle tante foreste che vengono distrutte dall’uomo per ottenere la carta, il legname per costruire case, navi, mobili. Il problema è che le foreste sono, per il nostro pianeta, come dei grandi polmoni: ci danno l’ossigeno, senza il quale noi non possiamo vivere, e se l’uomo le distrugge…

Oggi sta scomparendo anche l’ultima grande foresta del mondo: è la foresta dell’Amazzonia, che si trova in Sudamerica, nella quale abitano gli indios, un popolo antico che sta per scomparire insieme agli alberi che vengono tagliati. Nel libro di T. Buongiorno, 366 Storie della Buonanotte, ho letto che, siccome in Amazzonia si trova la più grande riserva di ferro del mondo, le compagnie minerarie tosano senza pietà questo paradiso per estrarne il ferro. Si taglia, si allaga, si costruiscono dighe… Ognuno prende tutto quello che può; al posto degli alberi, vengono impiantate delle fattorie per allevare bovini che diventeranno hamburger per tutti i paesi della terra. Nel 1989, gli indios si sono riuniti per lanciare al mondo un Sos: “Che cosa farete tutti voi, senza la nostra foresta, che vi dà l’aria che respirate? Lasciateci vivere, e salvate, con la nostra, la vostra vita!” Speriamo che tutti ascoltino questo grido di aiuto!

Quando il Signore ha creato Adamo ed Eva, ha offerto loro una casa speciale: si trattava di un giardino, l’Eden. Ha affidato loro il mondo che aveva appena fatto con tanta cura. Il loro compito era di occuparsi della natura e degli animali. Purtroppo, dopo avere peccato, l’uomo non ha più custodito la natura come avrebbe dovuto fare. Dopo tanti e tanti anni, oggi più che mai la natura soffre per questo (Romani 8:22). Ma non essere triste! Ho letto nella Bibbia che, secondo la promessa di Gesù, “noi aspettiamo nuovi cieli e nuova terra, nei quali abiti la giustizia” (2 Pietro 3:13). E meno male che Gesù mantiene sempre le promesse! Non vedo l’ora che Gesù ritorni, per ripulire tutto il nostro mondo dalla sporcizia, dall’inquinamento, per piantare nuove foreste… E mentre lo aspettiamo, sai cosa possiamo fare? Cerchiamo di pulire un po’, là dove riusciamo, e soprattutto cerchiamo di non sporcare le strade, i boschi e di non sprecare la carta, l’acqua, il cibo. Non sei d’accordo con me?

– Maria Rosa Cavalieri Calà –

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Autore dell'articolo: Stefania Tramutola